L'importanza di Aristotele e la svolta scientifica
Aristotele rappresenta una svolta radicale rispetto a Platone.
Filosofia come scienza autonoma: Per Platone la filosofia era subordinata alla politica (creare lo Stato ideale). Per Aristotele, invece, la filosofia ha una dignità autonoma ed è una conoscenza disinteressata della realtà in tutti i suoi molteplici aspetti.
Sistemazione del sapere: Ha riorganizzato tutto il sapere in un sistema organico, creando gran parte del lessico e delle categorie concettuali che l'Occidente usa ancora oggi.
Vocazione naturalistica: Ha formulato le prime leggi della logica e dato un enorme impulso alla biologia (soprattutto marina). Questa mentalità scientifica derivava probabilmente dalla sua famiglia: il padre Nicomaco era medico alla corte del re della Macedonia.
Il contesto politico: la fine della Pólis
Perché Aristotele abbandona l'interesse per la politica attiva?
Crisi storica: A metà del IV secolo a.C., le pólis greche perdono la loro indipendenza e vengono sottomesse all'egemonia della Macedonia (sotto Filippo II). La democrazia dell'assemblea è ormai in declino.
Status di straniero: Aristotele era nato a Stagira (nella penisola Calcidica), quindi ad Atene era un "meteco" (uno straniero). Per legge non poteva fare carriera politica ad Atene.
Nuovo compito della filosofia: Di conseguenza, la filosofia non deve più riformare lo Stato (come voleva Platone), ma deve comprendere e descrivere l'unico mondo reale in cui l'uomo vive, liberandolo dall'ignoranza.
Le tappe della vita e i luoghi
1 384 a.C. - Stagira: Nasce in questa zona periferica della Grecia.
2 367 a.C. - Atene (L'Accademia): Entra a 17 anni nella scuola di Platone e vi rimane per 20 anni, fino alla morte del maestro (347 a.C.). Ne assorbe le idee, ma inizia a sviluppare il proprio pensiero indipendente.
3 347 a.C. - Asso e Mitilene (Lesbo): Insofferente verso i successori di Platone alla guida dell'Accademia, lascia Atene. Sull'isola di Lesbo compie i suoi famosi studi di biologia marina insieme all'allievo Teofrasto.
4 342 a.C. - Macedonia (Pella): Filippo II lo chiama come precettore del giovane Alessandro Magno. Aristotele educa il futuro conquistatore dell'Impero per circa tre anni.
5 335 a.C. - Ritorno ad Atene (Il Liceo): Fonda la sua scuola, il Liceo (detto anche Peripato perché si discuteva camminando nel giardino). Era un centro di ricerca avanzatissimo con laboratori, un museo di storia naturale e una biblioteca immensa.
6 323-322 a.C. - Calcide: Alla morte di Alessandro Magno, ad Atene esplode un sentimento anti-macedone. Aristotele, protetto dai macedoni, viene accusato di empietà. Fugge a Calcide (sull'isola di Eubea) dove muore nel 322 a.C.
Il metodo del Liceo e la divisione delle opere
Nessun metodo universale: A differenza di Platone, Aristotele spiega che ogni scienza ha il suo oggetto e il suo metodo. La matematica usa i numeri (quantità) e la dimostrazione geometrica; l'etica e la politica studiano il comportamento umano (qualità) e non possono essere matematiche, ma si basano sulla verosimiglianza e su regole flessibili.
Le opere giovanili (Essoteriche): Destinate al pubblico, scritte in forma di dialogo (es. Protrettico). Di queste ci restano solo frammenti.
Le opere della maturità (Esoteriche o acroamatiche): Erano i "quaderni di appunti" e dispense usate all'interno del Liceo. Sono quelle giunte fino a noi grazie al filosofo Andronico di Rodi, che nel I secolo a.C. le raccolse e le ordinò in modo sistematico, creando il Corpus aristotelico.
La mappa del sapere
La ricerca di Aristotele si divide in grandi aree:
1 Metafisica: Che cos'è l'essere in quanto essere?
2 Fisica, Dio e Anima: Come si spiega razionalmente il mutamento della natura e del cosmo?
3 Etica e Politica: Come può l'uomo raggiungere la felicità all'interno della comunità?
4 Poetica: Qual è la funzione dell'arte?
5 Logica: Quali sono le regole alla base del corretto ragionamento? (Raccolte nell'Órganon).
Il progetto filosofico: l'Enciclopedia del Sapere
Aristotele si propone di costruire una vera e propria enciclopedia del sapere per organizzare e giustificare la molteplicità delle conoscenze specialistiche della sua epoca.
L'autonomia delle scienze: A differenza di Platone (che unificava tutti i saperi sotto la dialettica e l'idea del Bene), Aristotele sostiene che ogni singola disciplina ha oggetto, metodo e fini specifici, non riducibili a quelli delle altre.
Unità senza frammentazione: Affermare l'autonomia delle scienze non significa che esse siano isolate. La realtà non è divisa in "compartimenti stagni"; esiste un ordine razionale unitario del mondo che la filosofia deve riflettere e sintetizzare.
Organizzazione orizzontale: Mentre per Platone il sapere ha una struttura piramidale (con al vertice la dialettica), in Aristotele le scienze sono allineate secondo un'organizzazione lineare e orizzontale.
Il sistema delle scienze: le tre grandi aree
Aristotele suddivide le scienze in tre macro-categorie in base al loro scopo, all'oggetto e al metodo di ragionamento utilizzato:
A. Scienze Teoretiche o Conoscitive (Matematica, Fisica, Filosofia Prima)
Hanno come fine la conoscenza disinteressata della realtà, senza scopi pratici. Il loro metodo è rigidamente dimostrativo e studiano il necessario (ciò che non può essere diverso da come è).
Matematica: Studia gli enti immobili e privi di esistenza autonoma (numeri e figure geometriche), ricavati per astrazione dagli oggetti fisici. Il suo oggetto è la quantità.
Fisica: Studia gli enti naturali terrestri e celesti che sono soggetti al movimento e al divenire. Per Aristotele il mondo naturale ha una propria reale esistenza e non è una mera copia del mondo ideale come pensava Platone.
Filosofia Prima (o Metafisica): Studia l'essere in quanto essere, cioè l'essere nei suoi aspetti universali, spogliato dalle determinazioni particolari delle singole scienze.
B. Scienze Pratiche (Etica e Politica)
Hanno come scopo l'azione morale intenzionale. Servono a guidare e orientare il comportamento degli uomini verso la felicità individuale o collettiva.
Oggetto: Studiano il possibile (le azioni umane, che dipendono dalla volontà e possono variare). L'oggetto si risolve nell'azione stessa.
Etica: Orientata verso la felicità del singolo individuo.
Politica: Orientata verso la felicità collettiva tramite lo studio delle strutture della società e delle forme di governo.
C. Scienze Produttive o Poietiche (Tecniche e Arti Belle)
Mirano alla realizzazione di un prodotto concreto che avrà una vita autonoma rispetto al soggetto che lo produce.
Oggetto e Metodo: Riguardano la manipolazione di oggetti o la creazione libera e si applicano a oggetti non necessari, ma possibili.
Tecniche: Attività manifatturiere e pratiche.
Arti Belle: Architettura, scultura, pittura, musica, poesia, danza e retorica. Esse costituiscono mondi di forme, parole e ritmi che sopravvivono all'autore e si consegnano alla storia.
La differenza di rigore argomentativo
Aristotele introduce una distinzione fondamentale sul grado di certezza delle scienze:
Le scienze teoretiche raggiungono una verità necessaria e incontrovertibile tramite il metodo dimostrativo.
Le scienze pratiche e produttive, occupandosi dell'agire umano e del possibile, non usano il metodo dimostrativo e raggiungono una verità relativa e valida "in linea di massima". Esigono un rigore adeguato al loro oggetto, accettando la presenza dell'eccezione.
La metafisica: una prospettiva "realista"
La metafisica (definita da Aristotele "filosofia prima") studia le caratteristiche universali dell'essere.
Critica a Platone: Platone riteneva che le idee fossero trascendenti, separate dal mondo sensibile e superiori a esso. Aristotele ribalta questa visione: le idee (chiamate forme) sono immanenti, cioè calate all'interno delle cose stesse, costituendone la struttura essenziale e la causa formale.
Rivalutazione del mondo sensibile: Si passa da una metafisica idealista a una metafisica realista. Gli oggetti che percepiamo con i sensi hanno pieno valore e la mente umana formula i concetti proprio a partire dall'esperienza sensibile.
L'Onatologia: i modi di darsi dell'essere e le categorie
L'essere non ha un solo significato, ma "si dice in molti modi". Aristotele individua 10 categorie (determinazioni generalissime dell'essere), che sono sia generi supremi della realtà (valore ontologico) sia modi in cui predichiamo qualcosa di un oggetto (valore logico):
1 Sostanza (la categoria fondamentale, es. un uomo)
2 Qualità (es. bianco)
3 Quantità (es. alto due metri)
4 Relazione (es. maggiore di)
5 Luogo (es. in mare)
6 Tempo (es. ieri)
7 Agire (es. brucia)
8 Patire (es. è bruciato)
9 Stato (es.calzato)
10 Situazione (es.seduto)
Tutte le altre nove categorie dipendono dalla sostanza, che è l'unica a esistere in modo autonomo.
La Sostanza come "Sinolo" (Forma e Materia)
La sostanza individuale (l'individuo concreto, chiamato "questo qui" o tóde ti) è un sinolo, ossia un'unione indissolubile di due elementi:
La materia: L'elemento materiale, grezzo e indeterminato, che fa da sostrato (es. il legno per un tavolo).
La forma: La natura intima della cosa, la sua struttura essenziale e immanente, che rende l'oggetto quello che è e non un altro (es. la configurazione del tavolo).
Aristotele distingue tra sostanze prime (gli individui concreti e specifici, che fungono sempre da soggetti reali e logici) e sostanze seconde (i concetti universali di specie e genere, come "uomo" o "animale", che non esistono separatamente dagli individui). Ciò che non rientra nell'essenza della sostanza ed è transitorio prende il nome di accidente.
La spiegazione del divenire: Potenza ed Atto
Per risolvere il problema filosofico del mutamento (il divenire), Aristotele spiega che il cambiamento non è un passaggio dal nulla all'essere, ma una trasformazione interna all'essere. Introduce così due concetti cardine:
La potenza (dýnamis): La possibilità da parte della materia di assumere una determinata forma o configurazione (es. la ghianda è in potenza una quercia; l'uovo è in potenza una gallina).
L'atto (entelécheia o enérgeia): La realizzazione compiuta di quella potenzialità, ossia la forma pienamente realizzata (es. la quercia adulta è l'atto della ghianda).
La priorità dell'atto: L'atto precede sempre la potenza dal punto di vista logico, cronologico (per generare un bambino in potenza serve un genitore in atto) e di valore, essendo il fine a cui tende il movimento.
Gli estremi della catena del divenire
Il divenire si configura come una catena in cui ciò che è atto rispetto a un passato diventa potenza rispetto a un futuro. Ai due estremi di questo processo Aristotele teorizza:
1 La materia prima: Un postulato teorico privo di forma e del tutto indeterminato.
2 La forma pura (Dio): L'atto assoluto, immobile ed eterno, privo di materia e staccato dal divenire, oggetto di studio della teologia.
La Fisica come scienza teoretica e la teoria delle cause
La fisica è una scienza teoretica, qualitativa e finalistica. Essa studia il mondo naturale, inteso come un regno dotato di una propria realtà immutabile nei suoi princìpi, e non come una mera copia imperfetta del mondo ideale.
La teoria delle quattro cause: Ogni trasformazione e passaggio dalla potenza all'atto richiede specifiche condizioni e cause. Aristotele ne individua quattro:
1 Causa materiale: La materia di cui una cosa è fatta (es. il legno per una sedia).
2 Causa formale: L'essenza o la struttura che rende la cosa ciò che è (es. il progetto della sedia).
3 Causa efficiente: La forza o l'agente che genera il mutamento (es. l'artigiano che la costruisce).
4 Causa finale: Lo scopo o il fine in vista del quale il processo avviene (es. l'utilizzo per sedersi).
Nei processi naturali, le cause formale, efficiente e finale tendono spesso a unificarsi coincidetemente (la forma è anche il fine a cui tende la natura). La natura non agisce mai senza uno scopo; segue un ordine intrinsecamente finalistico o teleologico.
La teoria del movimento e la struttura del Cosmo
Il movimento è l'oggetto specifico della fisica. Aristotele classifica quattro tipi di movimento:
1 Sostanziale: Generazione e corruzione (nascere e morire).
2 Qualitativo: Mutamento o alterazione di una proprietà.
3 Quantitativo: Aumento o diminuzione.
4 Locale: Lo spostamento da un luogo a un altro (il movimento fondamentale).
Il movimento locale si divide a sua volta in tre forme, da cui deriva la struttura geocentrica del cosmo:
Movimento circolare: Perfetto, perenne, senza inizio né fine, tipico del mondo celeste. Questo mondo è composto da etere (una sostanza incorruttibile) ed è suddiviso in sfere concentriche che ruotano attorno alla Terra.
Movimento dall'alto verso il centro e dal centro verso l'alto: Movimenti rettilinei tipici del mondo terrestre (sublunare), composto da quattro elementi fondamentali (terra, acqua, aria, fuoco) soggetti a generazione e corruzione. Ciascun elemento tende a muoversi verso il proprio luogo naturale in base al proprio peso.
Il Tempo: Definito come "la misura del divenire secondo il prima e il poi", registrato e percepito grazie all'attività dell'anima.
La Teologia: Dio come Primo Motore Immobile
Per evitare un rimando all'infinito nella catena delle cause del movimento, Aristotele teorizza la necessità di un principio supremo: Dio come Primo Motore Immobile.
Le sue caratteristiche sono: sostanza pura, incorporea, immobile, eterna e atto puro (completamente privo di materia e quindi di potenzialità non realizzate).
Dio come Causa Finale: Dio non muove il mondo come causa efficiente (non dà una "spinta" fisica e non è il creatore dell'universo), ma agisce come oggetto d'amore e di desiderio. Le sfere celesti, attratte dalla sua assoluta perfezione, si muovono di moto circolare per imitarlo per quanto possibile.
La sua attività consiste nella forma più nobile di vita: il pensiero puro. Dio è "pensiero di pensiero", poiché pensa unicamente alla cosa più perfetta, cioè a se stesso.
L'Anima: principio della vita
L'anima non è una sostanza separata dal corpo (critica a Platone), ma è intesa come un capitolo della fisica in quanto forma immanente del corpo biologico. È definita come l'atto finale di un corpo fisico che ha la vita in potenza. Anima e corpo formano un'unità indissolubile.
Aristotele riconosce tre funzioni gerarchiche dell'anima:
1 Funzione vegetativa: Presiede al nutrimento, alla crescita e alla riproduzione (propria di tutti i viventi, incluse le piante).
2 Funzione sensitiva: Presiede alle sensazioni, ai desideri e al movimento locale (propria di animali e uomini).
3 Funzione intellettiva: Presiede al pensiero e alla conoscenza razionale (esclusiva dell'uomo).
5. Il processo conoscitivo: dai sensi all'intelletto
La conoscenza umana segue un percorso ascensionale suddiviso in tre stadi:
1 La conoscenza sensibile: I cinque sensi catturano i dati sensibili, i quali vengono coordinati dal senso comune, che avverte la coscienza della sensazione stessa.
2 L'immaginazione: Produce le immagini o riproduzioni mentali (phantásmata) partendo dai dati dei sensi, conservandoli nella memoria anche quando l'oggetto è assente.
3 La conoscenza intellettiva: L'intelletto interviene sulle immagini per astrarre la forma intelligibile, ossia il concetto universale.
Per spiegare come avvenga l'atto del pensare, Aristotele introduce una fondamentale dicotomia:
Intelletto passivo (o potenziale): È come una tavoletta di cera ancora bianca (tabula rasa); ha la capacità di accogliere i concetti e le forme universali, ma è solo in potenza.
Intelletto attivo (o agente): Agisce come la luce che rende visibili i colori che erano nell'oscurità. Esso attualizza le forme potenziali, traducendole in pensiero effettivo. Aristotele definisce questo intelletto attivo come separato, immortale ed eterno, una tesi complessa che susciterà intensi dibattiti interpretativi nel Medioevo.