La filosofia di Platone nasce da una profonda delusione politica. Due eventi in particolare segnarono il suo pensiero:
• La corruzione dei governi di Atene (sia l'oligarchia dei Trenta Tiranni che la democrazia restaurata).
• L'evento traumatico della condanna a morte di Socrate (399 a.C.), che Platone considerava l'uomo più giusto di tutti.
Queste esperienze lo portarono a credere che solo la filosofia potesse guidare verso la giustizia, sanando la scissione tra politica e saggezza.
La Critica al Relativismo Sofistico
Platone si oppone ai Sofisti, i quali sostenevano che non esistesse una verità assoluta (relativismo). Per Platone, questo caos morale portava alla decadenza della società. Egli cerca invece valori e principi universali, stabili e immutabili che possano servire da base per una società ordinata.
La Fondazione dell'Accademia
Nel 387 a.C., Platone fondò l'Accademia, una scuola che era anche un centro di ricerca scientifica e un'associazione religiosa dedicata alle Muse. L'obiettivo principale era formare futuri governanti capaci di orientare le scelte politiche secondo criteri etici e di bene comune.
La Comunicazione Filosofica: il Dialogo e il Mito
• Il Dialogo: Platone sceglie la forma dialogica per restare fedele all'insegnamento di Socrate. Il dialogo rappresenta la filosofia come una ricerca continua, interpersonale e mai definitiva, basata sul confronto tra prospettive diverse per giungere a definizioni condivise.
• Il Ruolo del Mito: Platone usa il mito con una doppia funzione: didattica (per spiegare concetti complessi in modo intuitivo) e filosofica (per alludere a verità che vanno oltre i limiti della ragione razionale, come l'immortalità dell'anima).
La Teoria delle Idee e la "Seconda Navigazione"
Uno dei passaggi fondamentali è l'elaborazione della Teoria delle Idee.
• Platone introduce la metafora della "seconda navigazione": mentre la "prima navigazione" (dei filosofi naturalisti) si era fermata alle cause materiali e sensibili, la seconda navigazione approda al mondo delle Idee.
• Le Idee sono entità intelligibili, immutabili e perfette che risiedono in una dimensione trascendente (l'Iperuranio). Esse sono i criteri di verità delle cose e la loro causa ultima.
• Esistono dunque due piani dell'essere: il mondo sensibile (mutevole e imperfetto) e il mondo delle Idee (eterno e assoluto).
Le Dottrine non Scritte
Insegnamenti profondi che Platone avrebbe riservato solo ai suoi allievi più stretti all'interno dell'Accademia, riguardanti i principi supremi dell'Uno e della Diade.
Platone cerca un criterio di verità solido e oggettivo per superare il relativismo dei sofisti (che credevano non esistesse una verità unica). Egli parte da Socrate: se la virtù è conoscenza, bisogna definire con precisione cosa siano il Bene e i valori assoluti.
Poiché i sensi ci mostrano un mondo mutevole e imperfetto, Platone ipotizza l'esistenza di due piani dell'essere:
• Mondo Sensibile: quello che vediamo, fatto di cose mutevoli e imperfette.
• Mondo delle Idee (Iperuranio): un mondo "oltre il cielo", invisibile e immateriale, dove risiedono entità immutabili, eterne e perfette.
Natura e Classificazione delle Idee
Le idee non sono semplici pensieri, ma entità reali che fungono da modelli (paradigmi) per le cose del mondo sensibile. Esse si distinguono in:
1. Idee-valori: i supremi principi etici ed estetici (Bene, Bellezza, Giustizia).
2. Idee matematiche: entità geometriche e numeriche (Quadrato, Uguaglianza).
3. Idee di cose naturali e artificiali: i modelli perfetti di oggetti comuni (l'idea di "Letto" o di "Uomo").
Al vertice di questa gerarchia si trova l'Idea del Bene, paragonata al Sole: come il sole dà luce e vita, il Bene dà valore e rende comprensibili tutte le altre idee.
Il Rapporto tra Idee e Cose
Le idee sono la causa e la ragion d'essere delle cose. Platone definisce tre tipi di relazione:
• Mimèsi (imitazione): le cose imitano le idee come copie imperfette di un modello originale.
• Metèssi (partecipazione): le cose partecipano dell'essenza delle idee (es. una cosa è quadrata perché partecipa dell'Idea di Quadrato).
• Parusìa (presenza): l'idea è presente nelle cose come manifestazione visibile della perfezione ideale.
Il "Parricidio" di Parmenide e i Generi Sommi
Per spiegare la molteplicità delle idee, Platone compie quello che definisce un "parricidio": si distacca dal suo maestro Parmenide. Mentre per Parmenide l'Essere era unico e statico, per Platone l'essere è molteplice e relazionale.
Egli introduce i 5 Generi Sommi, attributi fondamentali di ogni idea:
1. L'Essere: ogni idea "è".
2. L'Identico: ogni idea è identica a se stessa.
3. Il Diverso: ogni idea è diversa dalle altre (questo spiega l'errore di Parmenide: dire "A non è B" non significa che A è il nulla, ma che è diverso da B).
4. La Quiete: l'idea in sé è ferma.
5. Il Movimento: l'idea può entrare in relazione con le altre.
La conoscenza come Reminiscenza (Anamnesi)
Platone sostiene che conoscere non significa apprendere ex novo, ma ricordare.
• Il mito: Prima di incarnarsi in un corpo, l'anima viveva nel mondo delle idee, dove ha contemplato la verità perfetta.
• L'oblio e il risveglio: Con la nascita, l'anima dimentica ciò che ha visto, ma l'esperienza sensibile funge da stimolo per far riaffiorare il ricordo (anamnesi).
• L'esperimento del Menone: Per dimostrare questa tesi, Platone narra di uno schiavo che, pur essendo ignorante di geometria, guidato opportunamente da Socrate, riesce a dimostrare il teorema di Pitagora, provando che la conoscenza era già presente in lui.
Il Dualismo Gnoseologico e Ontologico
Esiste un parallelismo perfetto tra il piano dell'essere (ontologia) e il piano del conoscere (gnoseologia):
• La Scienza (epistéme): È la conoscenza perfetta e immutabile che rispecchia il Mondo delle Idee.
• L'Opinione (dóxa): È una conoscenza imperfetta e mutabile che rispecchia il Mondo delle Cose (sensibile).
• L'Ignoranza: Corrisponde al nulla assoluto, che è del tutto inconoscibile.
3. I quattro gradi del sapere (La Linea)
Nella Repubblica, Platone divide la conoscenza in quattro stadi, corrispondenti a quattro gradi di realtà:
1. Conoscenza Sensibile (dóxa):
• Eikasía (congetturale/immaginazione): riguarda le ombre e i riflessi delle cose.
• Pístis (credenza): riguarda gli oggetti sensibili e gli esseri viventi.
2. Conoscenza Razionale (epistéme):
• Diánoia (ragione scientifica): riguarda gli enti matematici e geometrici.
• Nóesis (intelligenza filosofica): la comprensione suprema delle Idee-valori e dell'Idea del Bene.
La Dialettica
La dialettica è considerata la "regina delle scienze" ed è il metodo proprio della filosofia per giungere alla verità. Si articola in due momenti:
• Sintesi (ascesa): l'abbracciare in uno sguardo d'insieme la molteplicità per risalire all'unità dell'Idea.
• Analisi (discesa): smembrare l'Idea nelle sue articolazioni interne seguendo le "nervature naturali".
• Metodo dicotomico: Una procedura di divisione progressiva (come mostrato nell'esempio della definizione di "caccia" nel Sofista) che permette di isolare l'essenza specifica di un concetto attraverso successive distinzioni.
Dialogo e Scrittura
Platone esprime una forte diffidenza verso la scrittura (esposta nel mito di Theuth nel Fedro), considerandola una forma di sapere cristallizzato che indebolisce la memoria. La vera conoscenza si sviluppa solo attraverso il dialogo vivo, che stimola l'analisi interiore e la ricerca autonoma del discepolo.