mercoledì 7 gennaio 2026

Protagora

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Protagora di Abdera (circa 490–420 a.C.) è stato uno dei più importanti sofisti dell’antica Grecia e una figura centrale del pensiero filosofico del V secolo a.C.

La sua affermazione più celebre è:

«L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono per ciò che sono, e di quelle che non sono per ciò che non sono»

Con questa frase Protagora esprime una forma di relativismo:

  • non esiste una verità assoluta e universale;
  • ciò che è vero dipende dal soggetto che conosce, dalle sue percezioni e dal suo punto di vista.

Per esempio: se una persona sente freddo e un’altra no, entrambe le percezioni sono vere per chi le prova.

Conoscenza e linguaggio

Protagora sosteneva che:

  • su ogni argomento è possibile sostenere due discorsi opposti (antilogia);
  • l’abilità del sofista sta nel rendere più forte il discorso più debole, cioè nel saper argomentare efficacemente.

Questo non significava necessariamente ingannare, ma mostrare la potenza del linguaggio e il suo ruolo nella vita politica e sociale.

Religione

Celebre è anche la sua posizione sugli dèi:

«Riguardo agli dèi, non posso sapere né che esistono né che non esistono»

Questa posizione agnostica gli causò gravi problemi: secondo la tradizione, fu accusato di empietà, i suoi libri vennero bruciati e fu costretto a lasciare Atene.

                                

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