martedì 11 novembre 2025

Parmenide

Parmenide nacque a Elea intorno al 515 a.C. e visse nel V secolo a.C.

Fondatore della scuola eleatica, insieme a Zenone e Melisso.



Per Parmenide, solo l’essere è e il non-essere non è.     

Significa che qualcosa non può venire dal nulla, e ciò che è non può diventare nulla.


Da questo principio derivano alcune conseguenze fondamentali:


  • L’essere è eterno → non nasce e non muore.
  • L’essere è immutabile → non cambia mai.
  • L’essere è uno → non ci possono essere più esseri diversi, perché l’essere è tutto ciò che esiste.
  • L’essere è immobile → non si muove, perché il movimento implicherebbe il passaggio dal non-essere all’essere.

In poche parole: il cambiamento non esiste davvero; è solo apparenza.




Eraclito

 Eraclito nacque a Efeso, una città dell’Asia Minore, intorno al 540 a.C., e morì circa nel 480 a.C.



Le sue idee fondamentali erano che la realtà è perpetuo cambiamento e che il divenire è la struttura stessa dell'esistenza.

“Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume.”


Questa frase significa che tutto scorre, le cose si trasformano continuamente, come l’acqua di un fiume che non è mai la stessa (ogni cosa è in continua trasformazione).

Il logos

Nonostante il continuo mutamento, l’universo ha un ordine razionale, il logos, che guida i fenomeni.

Al centro del pensiero di Eraclito c’è il concetto di Logos, parola greca che significa ragione, legge, o discorso.

Il Logos è la legge universale che regola tutti i mutamenti del mondo: anche se tutto cambia, il cambiamento stesso segue un ordine, una razionalità.

L'unità dei contrari

Per Eraclito, gli opposti non si escludono: si generano l’uno dall’altro e costituiscono l’armonia del mondo.

esempio: giorno/notte; vita/morte; veglia/sonno


A differenza di Talete (acqua) e Anassimene (aria), Eraclito vede nel fuoco il principio della realtà, perché è il simbolo del cambiamento continuo.

Il fuoco:

  • non sta mai fermo,

  • cambia forma continuamente,

  • consuma e crea allo stesso tempo



Pitagora

 Pitagora nacque nell’isola di Samo intorno al 570 a.C. e morì verso il 495 a.C.. Fu uno dei filosofi più importanti dell’antichità, considerato sia un sapiente sia un maestro religioso. 



Per Pitagora, il principio di tutte le cose (arché) non era un elemento materiale, come per i filosofi di Mileto, ma il numero. Tutto ciò che esiste, secondo lui, può essere spiegato attraverso i numeri e le proporzioni.


L’anima, per Pitagora, non muore mai: dopo la morte del corpo, essa continua a vivere e può trasmigrare in altri corpi, sia umani che animali.

In altre parole, l’anima passa da un corpo all’altro in base al modo in cui la persona ha vissuto:

  • chi ha condotto una vita giusta e pura potrà rinascere in una forma migliore,
  • chi ha vissuto nel male o nell’ingiustizia potrà rinascere in corpi inferiori o subire punizioni.

Questa visione porta con sé un forte valore morale e religioso: la filosofia diventa anche un modo di vivere bene, di purificare l’anima e di prepararla alla vita dopo la morte.

Per i pitagorici, infatti, la filosofia non era solo conoscenza, ma anche esercizio di purificazione.




Nascita della filosofia

 


La filosofia nasce nel VI secolo a.C., nella città di Mileto, sulla costa dell’Asia Minore (attuale Turchia).

  • La filosofia è la ricerca razionale delle cause e dei principi di tutto ciò che esiste.
  • Significa “amore per la sapienza” (philo-sophia in greco).
  • Il filosofo vuole capire il mondo con la ragione, non con la religione o il mito.

Prima della filosofia, i Greci spiegavano il mondo attraverso miti: racconti di dèi, eroi e forze soprannaturali.Con i filosofi di Mileto, si passa dal mito al logos (ragione, discorso razionale).

I primi filosofi volevano scoprire:

  • di che cosa è fatto il mondo (la sostanza originaria);
  • come cambia e si trasforma;
  • che ordine regola la natura.

In questo modo, nasce la filosofia come ricerca razionale delle cause e dei principi del tutto.





Anassimene

 Anassimene è stato un filosofo greco presocratico, nato a Mileto intorno al VI secolo a.C. È considerato l’ultimo dei filosofi della scuola di Mileto, dopo Talete e Anassimandro.



Secondo Anassimene:

  • Tutto deriva dall’aria e vi ritorna.
  • L’aria, attraverso due processi opposti, rarefazione e condensazione, dà origine alle diverse forme della materia.
Perchè l'aria è ovunque, è invisibile ma presente, l'aria è ciò che dà vita e movimento.

L’idea più originale di Anassimene è che l’aria si trasformi secondo due processi:

• Rarefazione → diventa più leggera

  • aria → fuoco

• Condensazione → diventa più densa

  • aria → vento → nube → acqua → terra → pietra


Questa idea è importante perché mostra un tentativo di spiegazione fisica e continuistica della natura: non ci sono elementi separati, ma trasformazioni di uno stesso principio materiale.



martedì 4 novembre 2025

Anassimandro

 Anassimandro fu un filosofo greco antico, nato a Mileto intorno al 610 a.C. e morto verso il 546 a.C.. Fu discepolo di Talete e, come lui, fece parte della scuola di Mileto, la prima corrente filosofica della storia occidentale. È considerato il secondo filosofo della storia dopo Talete e il primo pensatore a elaborare un concetto astratto di principio originario.


Anassimandro non accettò che l’acqua fosse il principio di tutto, come sosteneva Talete.

Secondo lui, l’arché doveva essere qualcosa di più generale e infinito: lo chiamò ápeiron, cioè “l’indefinito” o “l’infinito”.


  • È una sostanza eterna, indeterminata e illimitata, da cui tutto nasce e in cui tutto ritorna.
  • Non è un elemento materiale (come acqua, aria o terra), ma un principio astratto e divino.
  • Tutte le cose (fuoco, aria, acqua, terra) derivano dall’ápeiron tramite processi di separazione e contrasto degli opposti (caldo/freddo, secco/umido, ecc.).

L’ápeiron è la materia primordiale senza forma né confini, origine e destino di tutto ciò che esiste.






Talete

 Talete è considerato uno dei sette sapienti della Grecia antica e, tradizionalmente, il primo filosofo della storia occidentale. Visse tra il 624 e il 546 a.C. circa a Mileto, una città ionica dell’Asia Minore.

Talete è ricordato come il fondatore della scuola di Mileto, la prima scuola filosofica greca. Cercò di spiegare la realtà non attraverso i miti, ma con la ragione un passaggio decisivo verso la filosofia e la scienza.



➤ L’arché: l’acqua

 Talete sosteneva che il principio (arché) di tutte le cose fosse l’acqua.


  • L’acqua può assumere diverse forme (liquida, solida, gassosa), quindi poteva spiegare la varietà del mondo.
  • Tutta la vita dipende dall’acqua, quindi essa è la sostanza primaria.



Talete scelse l’acqua per diverse ragioni logiche e osservabili:


  1. L’acqua è essenziale alla vita.
    Tutto ciò che vive ha bisogno d’acqua: le piante, gli animali e gli esseri umani.
  2. L’acqua è ovunque in natura.
    I Greci osservavano che la terra è circondata dal mare, e che dall’acqua nascono molte forme di vita.
  3. L’acqua può trasformarsi.
    Può diventare vapore o ghiaccio: quindi, mutando aspetto, poteva essere vista come la sostanza che “si trasforma” in tutte le altre.




Talete si interessò anche all’astronomia:

  • Si dice che predisse un’eclissi solare nel 585 a.C., evento che, secondo Erodoto, fermò una battaglia tra Medi e Lidi.
  • Distinse tra solstizi ed equinozi, e calcolò la lunghezza dell’anno solare.
  • Intuì che la Terra è un disco piatto che galleggia sull’acqua.
    Anche se questa visione oggi è superata, mostra il suo sforzo di spiegare fenomeni naturali senza ricorrere agli dèi.