Zenone nacque a Elea, una città della Magna Grecia, è stato un filosofo del V secolo a.C.
Discepolo di Parmenide e uno dei principali esponenti della scuola eleatica.
È famoso soprattutto per i suoi paradossi, creati per difendere le idee del maestro e mostrare le contraddizioni del pensiero comune sul movimento e sulla molteplicità.
Parmenide aveva affermato che il movimento e la molteplicità non esistono davvero, ma sono illusioni dei sensi.
Molti filosofi non erano d’accordo, e per questo Zenone cercò di dimostrare con la logica che il movimento e la molteplicità portano a contraddizioni.
Per farlo, inventò dei famosi paradossi:
1. La dicotomia
Per raggiungere una meta, bisogna prima compiere metà del percorso, poi metà della metà, e così all’infinito.
→ Il movimento sembra impossibile, perché servirebbero infinite tappe.
2. Achille e la tartaruga
Il più celebre.
Achille dà un vantaggio alla tartaruga. Ogni volta che raggiunge il punto in cui era la tartaruga, questa è un po’ più avanti.
→ Achille non la raggiungerebbe mai, anche se più veloce.
3. La freccia
Una freccia in volo, in ogni singolo istante di tempo, occupa uno spazio preciso e resta “ferma” lì.
→ Se in ogni istante è ferma, il suo movimento è impossibile.
4. Lo stadio
Oggetti che si muovono in direzioni opposte creano paradossi sulla relatività dei tempi e dei movimenti.
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