lunedì 8 dicembre 2025

Anassagora


Anassagora di Clazomene
 (circa 500 – 428 a.C.) è un filosofo presocratico, noto soprattutto per aver portato la filosofia ionica ad Atene e per aver introdotto il concetto di Intelletto (Nous) come forza ordinatrice.




Come Empedocle, Anassagora sostiene che la materia è composta da una pluralità di elementi eterni e immutabili. Tuttavia, la sua concezione è più complessa:

  • Infinità di Sostanze: Non esistono solo quattro elementi, ma un numero infinito di particelle piccolissime e indistruttibili, ognuna con le qualità delle sostanze che conosciamo (ad esempio, particelle di oro, di carne, di osso, ecc.). Aristotele le chiamò in seguito omeomerie (parti simili).

  • "Tutto è in tutto": Il concetto fondamentale è che in ogni cosa è contenuta una porzione di ogni altra cosa. Ad esempio, nel cibo che mangiamo c'è una porzione di osso, di sangue e di carne. Noi non creiamo la carne dal nulla; semplicemente, mangiando il cibo, "traiamo fuori" le parti di carne e le usiamo per accrescere la nostra.

  • Dominanza: Ciò che percepiamo come "pane" o "oro" è semplicemente la sostanza in cui quel determinato elemento predomina sugli altri, anche se tutti sono presenti.



A differenza di Empedocle (che usava Amore e Odio) e di Democrito (che usava il movimento meccanico), Anassagora introduce un principio totalmente nuovo per spiegare l'origine del cosmo e il movimento: il Nous.

Il Nous (Intelletto, Mente) è una sostanza pura, illimitata, autonoma e non mescolata con gli altri semi. È la sostanza più sottile e pura che esiste.

  • Funzione: Inizialmente, tutti i semi erano mescolati in un caos primordiale. Il Nous ha dato il primo impulso (un moto vorticoso) che ha avviato il processo di separazione e ordinamento delle sostanze.

  • Il Primo Motore: Il Nous è la causa del movimento e dell'ordine del cosmo, ma non è necessariamente un essere creatore con scopi morali o intenzioni (questo fu un punto criticato da Platone e Aristotele, che lo volevano più "intelligente" e finalistico). Esso è una forza che separa e ordina in modo meccanico ma intelligente.



Democrito


Democrito nacque ad Abdera, una città sulla costa della Tracia, nell'attuale Grecia nord-orientale. 

 Le fonti sono leggermente incerte, ma si colloca la sua nascita tra il 470 e il 457 a.C. Morì intorno al 370 a.C.


Democrito, allievo di Leucippo, propose un sistema che mirava a conciliare l'immutabilità dell'Essere di Parmenide con l'evidenza del movimento e del divenire, proprio come Empedocle, ma usando un approccio radicalmente diverso: il concetto di Atomo.

Democrito accetta il principio parmenideo che "nulla nasce dal nulla e nulla perisce nel nulla". Tuttavia, respinge l'idea che l'Essere sia uno e indivisibile. Egli argomenta che l'Essere è costituito da infinite particelle invisibili e indistruttibili: gli atomi.

  • L'Atomo (Essere): Gli atomi sono pieni, eterni, immutabili e indistruttibili. Essi differiscono solo per forma, ordine e posizione. Essi sono l'Essere parmenideo moltiplicato all'infinito.

  • Il Vuoto (Non-Essere): Per spiegare il movimento e la separazione degli atomi, Democrito fu il primo ad accettare il Non-Essere come esistente sotto forma di Vuoto. Il Vuoto è lo spazio infinito in cui gli atomi si muovono.

Il principio fondamentale: La realtà è costituita unicamente da Atomi e Vuoto.

 Gli atomi non sono animati da forze esterne (come l'Amore e l'Odio di Empedocle), ma sono caratterizzati da un movimento originario e incessante all'interno del Vuoto.

  • Muovendosi, gli atomi si urtano, si aggregano per incastro o si separano.

  • L'aggregazione degli atomi dà origine ai corpi e ai mondi (la nascita).

  • La disgregazione degli atomi provoca la distruzione dei corpi (la morte).


Democrito distingue tra conoscenza sensibile e conoscenza intellettuale:

  • Conoscenza Sensibile (Oscura): È prodotta dagli atomi che si staccano dai corpi e colpiscono i nostri organi di senso. Questa conoscenza ci dà informazioni sulle qualità secondarie (colore, sapore, odore), che sono puramente soggettive e convenzionali.

  • Conoscenza Intellettuale (Genuina): Raggiunge gli atomi e il vuoto, le qualità primarie (forma, ordine, posizione), che sono oggettive e reali.

L'anima stessa è composta da atomi, atomi sferici, levigati e leggeri che sono la causa del movimento e della vita.




Empedicle

 Empedocle di Agrigento (circa 490 – 430 a.C.) è stato un filosofo, poeta e medico greco presocratico



I filosofi precedenti cercavano un'unica sostanza (arché) da cui tutto derivava (acqua, aria, fuoco). Parmenide, però, aveva argomentato che l'Essere è immobile, eterno e immutabile, e che il divenire e la nascita/morte sono solo illusioni dei sensi.

Empedocle argomenta che Parmenide ha ragione sul fatto che nulla può nascere dal nulla o perire nel nulla. Per salvare l'evidenza del divenire che percepiamo, egli propone una soluzione:

La realtà è fatta non da una, ma da quattro "radici"Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Questi sono eterni e immutabili, proprio come l'Essere parmenideo.


Ciò che noi chiamiamo nascita non è la creazione di qualcosa di nuovo, ma solo l'unione degli elementi; e la morte non è l'annientamento, ma solo la loro separazione. Il divenire è la continua opera di queste due forze sugli elementi eterni.

Empedocle introduce le due forze motrici, Amore (Philia) e Odio (Neikos).

  • L'Amore ha la funzione di unire gli elementi, creando tutte le sostanze composte (animali, piante, oggetti).

  • L'Odio ha la funzione di separare gli elementi, causando la dissoluzione e la morte.

martedì 2 dicembre 2025

Zenone

 Zenone nacque a Elea, una città della Magna Grecia, è stato un filosofo del V secolo a.C.



Discepolo di Parmenide e uno dei principali esponenti della scuola eleatica

 È famoso soprattutto per i suoi paradossi, creati per difendere le idee del maestro e mostrare le contraddizioni del pensiero comune sul movimento e sulla molteplicità.

Parmenide aveva affermato che il movimento e la molteplicità non esistono davvero, ma sono illusioni dei sensi.

Molti filosofi non erano d’accordo, e per questo Zenone cercò di dimostrare con la logica che il movimento e la molteplicità portano a contraddizioni.

Per farlo, inventò dei famosi paradossi:


1. La dicotomia

Per raggiungere una meta, bisogna prima compiere metà del percorso, poi metà della metà, e così all’infinito.
→ Il movimento sembra impossibile, perché servirebbero infinite tappe.

2. Achille e la tartaruga

Il più celebre.
Achille dà un vantaggio alla tartaruga. Ogni volta che raggiunge il punto in cui era la tartaruga, questa è un po’ più avanti.
→ Achille non la raggiungerebbe mai, anche se più veloce.



3. La freccia

Una freccia in volo, in ogni singolo istante di tempo, occupa uno spazio preciso e resta “ferma” lì.
→ Se in ogni istante è ferma, il suo movimento è impossibile.





4. Lo stadio

Oggetti che si muovono in direzioni opposte creano paradossi sulla relatività dei tempi e dei movimenti.



Questi paradossi sono discussi ancora oggi nella filosofia della fisica.